Alzi la mano chi, fotografo, non si è mai cimentato con la
tecnica del“mosso”. Una scorciatoia spesso praticata alla ricerca di una facile
“artisticità”. A volte un espediente perfettamente in linea con il concetto che
si vuole esprimere. Il fotodinamismo
futurista di Bragaglia è una citazione quasi necessaria. Negli anni l’uso e
l’abuso di questo effetto è rimasto ben documentato negli archivi e nei
cassetti di tanti fotoamatori, ma anche di tanti fotografi con maggiori
velleità artistiche. Uno dei campi di applicazione più battuti è quello della
danza. Una palestra per tanti adepti
dell’arte fotografica. Scie luminose contrapposte al buio del teatro, colori
sfumati e forme astratte dipinte dalla luce.
Tranne rare eccezioni, un vero orrore per gli occhi. “Dance this way” è
il titolo dell’ennesima mostra fotografica sulla danza e sul movimento. La
particolarità è che le immagini sono state realizzate dal famosissimo ex
ballerino Mikhail Baryshnikov. Basta questo per rendere questi scatti meno
noiosi e scontati della altre centinaia di migliaia già visti? Se l’autore delle
foto non fosse stato l’ex stella del Bolshoi, la Galleria Contini di Venezia gli avrebbe ugualmente
dato spazio ? Vendere delle opere realizzate da un personaggio famoso in tutto
il mondo è senza dubbio più facile che cercare di proporre il lavoro di qualche
artista emergente o sconosciuto. Ma è questo che ci aspettiamo facciano le
gallerie, gli addetti ai lavori ? Se la funzione del sistema arte contemporanea
è solo questa, consiglio di regalare ad attori, calciatori e veline una
macchina fotografica o dei pennelli e
una tavolozza. Potrebbe essere una buona mossa in vista della prossima mostra e delle prossime vendite a collezionisti sprovveduti.
sabato 5 ottobre 2013
lunedì 23 settembre 2013
Madre migrante - Dorothea Lange
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domenica 8 settembre 2013
Miles Aldridge - arte o marketing ?
Sempre più spesso il confine tra fotografia commerciale e
arte contemporanea viene superato. Fotografi che si occupano ad alto livello di
pubblicità e moda vengono accolti in gallerie e musei e si guadagnano un posto
di primo piano nel mondo della cosiddetta fotografia d’arte. Un abile riposizionamento
frutto di un’attenta strategia di marketing o l’inevitabile risultato della
spettacolarizzazione dell’arte ? La
risposta non è così scontata e richiederebbe un approfondimento sulle singole
figure artistiche oggetto di questa evoluzione. Il fotografo di moda diviene
sempre più spesso una star da museo. E’ il caso ad esempio del fotografo britannico
Miles Aldridge che irrompe, con le sue immagini patinate e ipercolorate alla National Gallery di Londra. Un fotografo eccentrico, autore tra l’altro, delle immagini del calendario Lavazza
2010. Collabora stabilmente con le più note riviste di moda e ha lavorato per
famosi stilisti fra cui Armani,
Lagerfeld e Yves Saint Laurent. Il suo
stile pop e trasgressivo è protagonista della mostra “I only want you to love me”
che è possibile visitare fino al 29 settembre a Londra, alla Somerset House.
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mercoledì 21 agosto 2013
Le scritture di Shirin Neshat
Nelle opere fotografiche di Shirin Neshat appaiono spesso frasi in lingua farsi. Sovrascritture su volti e corpi di donne che chiamano in causa il complesso rapporto con l’islam, il sacro, la realtà e la magia. Leone d’Oro alla Biennale del 1999, l’artista iraniana, è ormai entrata a pieno diritto tra gli autori contemporanei consacrati in musei e case d’aste. Un percorso per certi versi parallelo tra valorizzazione del percorso artistico e successo commerciale. Se per lavori di piccole formato è sufficiente un investimento relativamente contenuto, compreso tra i 30 e i 50 mila euro, diverso è il
discorso per le opere di grande formato. Il record d’asta, stabilito da Christie’s Dubai per l’opera “Whispers” realizzata nel 1997, è di 171 mila euro. Oltre ad utilizzare il mezzo fotografico, Shirin Neshat realizza video e nel 2009, con il suo primo lungometraggio “Donne senza uomini” ha vinto il Leone d’Argento al Festival di Venezia.
giovedì 18 luglio 2013
Amazon: libri, scarpe, pentole a pressione e arte
All’inizio furono i libri, seguiti da ogni altro genere di merce. Ora Amazon ha deciso di entrare anche nel mercato dell’arte. Il gigante dell’ecommerce sembra stia contattando alcune gallerie interessate a collaborare per lo sviluppo di questo nuovo marketplace online. Una nuova piattaforma messa a disposizione dal team di Jeff Bezos per sbarcare in questo ulteriore segmento di mercato. Il modello di business dovrebbe prevedere la sola vendita a prezzo fisso. Non è prevista la modalità asta online che da qualche mese viene invece utilizzata da Christie's. Un’operazione, quella messa in campo da Amazon, delicata e non priva di incognite. Acquistare un’opera d’arte, una fotografia o un quadro, senza averla vista di persona, sembra essere ancora un problema per molti collezionisti e appassionati di arte. In Italia, anche se l’iniziativa è passata quasi inosservata, Mondadori ha iniziato a proporre delle fotografie fineart attraverso il suo sito http://www.inmondadori.it/regali/foto-artistiche/ . Le foto degli autori sono vendute in tiratura aperta, stampate su carta Canson Infinity e certificate secondo la norma ISO 9706. Per il momento sono proposte solo alcune opere di Angelo Cozzi, Mario De Biasi e Giorgio Lotti.lunedì 8 luglio 2013
Visioni omologate
“Uniformazione, riduzione a un determinato modello, con appiattimento delle differenze e delle peculiarità prima esistenti”. Questa è la definizione che
si
può trovare su un comune vocabolario per il termine omologazione. Ed è proprio questo quello che emerge osservando le opere fotografiche della mostra “THE SUMMER SHOW 2013 Commencement” che conclude la stagione espositiva della Fondazione Fotografia di Modena. Vengono esposte, fino al 14 luglio, le opere degli studenti del master biennale in fotografia contemporanea. Osservando queste immagini si ha quasi l’impressione che l’unica aspirazione di questi “fotografi contemporanei” sia l’omologarsi alla contemporaneità, a ciò che il mercato del contemporaneo esige, generando l’ennesimo sovraffollamento di immagini stereotipate. Imitare la tendenza, fotocopiare autori affermati. D’accordo, tutto è già stato fatto, tutto è stato visto, possiamo solo apportare delle variazioni sul tema, ma annullare la propria personalità,la propria sensibilità, con fare scientifico, frequentando un master per ben due anni, mi sembra troppo. Sicuramente il biennio di studio sarà riuscito a trasmettere le informazioni, le conoscenze tecniche e pratiche per presentarsi con il proprio lavoro al cospetto di galleristi distratti ma, almeno vedendo i risultati, non ha raggiunto l’obiettivo di sviluppare una visione personale, originale e in grado di generare una nuova contemporaneità.
http://www.fondazionefotografia.org/it/exhibition/summer-show-2013/
può trovare su un comune vocabolario per il termine omologazione. Ed è proprio questo quello che emerge osservando le opere fotografiche della mostra “THE SUMMER SHOW 2013 Commencement” che conclude la stagione espositiva della Fondazione Fotografia di Modena. Vengono esposte, fino al 14 luglio, le opere degli studenti del master biennale in fotografia contemporanea. Osservando queste immagini si ha quasi l’impressione che l’unica aspirazione di questi “fotografi contemporanei” sia l’omologarsi alla contemporaneità, a ciò che il mercato del contemporaneo esige, generando l’ennesimo sovraffollamento di immagini stereotipate. Imitare la tendenza, fotocopiare autori affermati. D’accordo, tutto è già stato fatto, tutto è stato visto, possiamo solo apportare delle variazioni sul tema, ma annullare la propria personalità,la propria sensibilità, con fare scientifico, frequentando un master per ben due anni, mi sembra troppo. Sicuramente il biennio di studio sarà riuscito a trasmettere le informazioni, le conoscenze tecniche e pratiche per presentarsi con il proprio lavoro al cospetto di galleristi distratti ma, almeno vedendo i risultati, non ha raggiunto l’obiettivo di sviluppare una visione personale, originale e in grado di generare una nuova contemporaneità.
http://www.fondazionefotografia.org/it/exhibition/summer-show-2013/
martedì 18 giugno 2013
Shirin Neshat a Photoespaña
Avete in programma un viaggio in Spagna? Fino al 28 luglio, è possibile visitare Photo España. Quest’anno il festival di fotografia e arti visive, è dedicato al corpo umano e alle sue rappresentazioni. 328 artisti di 42 nazioni espongono le loro opere a Madrid, Cuenca, Alcalá de Henares, Alcobendas, Lanzarote e Zaragoza. Fuori dai confini iberici, il festival estende le sue mostre anche a Parigi, Berlino e Praga. Nella sezione ufficiale, particolarmente interessante, l’esposizione dell’artista iraniana Shirin Neshat allo spazio Fondazione Telefonica di Madrid. Sono opere quelle di Shirin Neshat nelle quali il corpo riveste una particolare importanza e che rivolgono l’attenzione alla condizione delle donne musulmane. Mani e volti di donne ricoperti di scritte, di citazioni in farsi da poetesse come Forough Farokhzad e Tahereh Saffarzadeh. Il codice della scrittura si fonde, nelle immagini di Neshat, con quello visivo, quasi a generare un inedito linguaggio composito. Dal 1974 Shirin Neshat vive e lavora negli Stati Uniti. Nel marzo scorso, una sua stampa del 1999 ai Sali d’argento di 25x33 cm. è stata battuta all’asta da Phillips a Londra per 16.300 euro.
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