I francobolli incarnano il concetto stesso di collezione.
Più delle monete o di qualsiasi altra memorabilia. Hanno un rapporto diretto
con il tempo e sono legati alla storia della comunicazione e alla cultura degli
stati che li hanno emessi. In Italia, dal 1890, il catalogo utilizzato dagli
appassionati filatelici è quello edito da Bolaffi. Oggi l’azienda di
Torino è un punto di riferimento nel
panorama del collezionismo nazionale e internazionale. Filatelia, numismatica,
stampe, oggetti preziosi e da quest’anno anche fotografia. L’8 ottobre Bolaffi
metterà all’incanto, allo Spazio Bigli di Milano, il suo primo catalogo di
fotografie. Oltre 260 lotti che comprendono scatti di noti autori nazionali ed
internazionali. Nella top list, con base d’asta di 5 mila euro verrà offerta ai
collezionisti “Moon and half dome
Yosemite National Park” di Ansel Adams. Molte anche le proposte di fotografi
italiani tra i quali Giacomelli, Ghirri, Fontana e Basilico con prezzi che vanno dalle poche centinaia di euro ai 3
o 4 mila. Una buona occasione per chi vuole avvicinarsi al collezionismo
fotografico di autori ormai
storicizzati, senza spendere cifre esorbitanti. Sul sito bolaffi.it è possibile
scaricare il catalogo.
Visualizzazione post con etichetta mercato. Mostra tutti i post
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lunedì 14 settembre 2015
Non solo francobolli - Bolaffi fotografia
I francobolli incarnano il concetto stesso di collezione.
Più delle monete o di qualsiasi altra memorabilia. Hanno un rapporto diretto
con il tempo e sono legati alla storia della comunicazione e alla cultura degli
stati che li hanno emessi. In Italia, dal 1890, il catalogo utilizzato dagli
appassionati filatelici è quello edito da Bolaffi. Oggi l’azienda di
Torino è un punto di riferimento nel
panorama del collezionismo nazionale e internazionale. Filatelia, numismatica,
stampe, oggetti preziosi e da quest’anno anche fotografia. L’8 ottobre Bolaffi
metterà all’incanto, allo Spazio Bigli di Milano, il suo primo catalogo di
fotografie. Oltre 260 lotti che comprendono scatti di noti autori nazionali ed
internazionali. Nella top list, con base d’asta di 5 mila euro verrà offerta ai
collezionisti “Moon and half dome
Yosemite National Park” di Ansel Adams. Molte anche le proposte di fotografi
italiani tra i quali Giacomelli, Ghirri, Fontana e Basilico con prezzi che vanno dalle poche centinaia di euro ai 3
o 4 mila. Una buona occasione per chi vuole avvicinarsi al collezionismo
fotografico di autori ormai
storicizzati, senza spendere cifre esorbitanti. Sul sito bolaffi.it è possibile
scaricare il catalogo.mercoledì 18 febbraio 2015
La più accessibile delle arti
La fotografia è la più accessibile delle arti, la più democratica. Chiunque può realizzare un'immagine fotografica, anche una scimmia. Prima ancora che oggetto artistico, la fotografia è una pratica sociale. Raramente per esprimere un'emozione o fermare un attimo che vale la pena di strappare alla fluidità del tempo, ci serviamo del disegno o della scrittura. Ancora più raro è l'utilizzo della scultura. Sono mezzi questi che necessitano di capacità manuali e intellettive di gran lunga superiori a quelle impiegate per schiacciare un tasto. Cosa può rendere allora la fotografia un'opera d'arte? Considerazioni di carattere estetico, capacità di trasmettere emozioni ? Se così fosse le opere d'arte fotografiche sarebbero milioni, una percentuale significativa dei miliardi di fotogrammi conservati in forma di sequenza binaria su server sparsi intorno al mondo. La verità è che le fotografie come e più della pittura, della scultura e delle videoinstallazioni, si trasformano in arte solo quando vivono, respirano in un ambiente artistico che le ha accettate e del quale per qualche motivo sono entrate a far parte. Per questo il fotografo che vuole imporsi nel mercato dell'arte contemporanea deve indirizzare i suoi sforzi nel difficile compito di introdursi nel giusto ambiente. I contenuti, la forma della sua arte sono secondari. Emergere nel "mare magnum" della produzione di immagini con aspirazioni artistiche è un'opportunità riservata a pochi, a coloro che nascono in quell'ambiente ristretto popolato da critici, curatori e galleristi o che sono riusciti ad entrarne a far parte, grazie a particolari doti di intelligenza sociale. Per tutti gli altri rimane la platea di internet, i facili "like" raccolti sulla rete o le mostre a pagamento in una delle sempre più numerose gallerie "affittacamere".
venerdì 3 ottobre 2014
Richard Prince 2.0
La riappropriazione e la risignificazione di immagini prese da riviste e
pubblicità ha permesso a Richard Prince, negli anni ’90, di entrare nella
ristretta cerchia delle star dell'arte contemporanea.
L'icona del cowboy Marlboro che, nel 2005 fece registrare una vendita
record da Christie’s, è divenuta il suo marchio di fabbrica. L'opera
fotografica, in realtà una riproduzione di una nota immagine pubblicitaria venne
battuta all’asta per oltre un milione di dollari.
Oggi, nell'era dei social e della compulsione fotografica online, Prince
non poteva non servirsi di Instagram per le sue appropriazioni 2.0. Qualche
mese fa, dopo essere stato espulso dal social e successivamente riammesso, ha riprodotto
delle immagini condivise da alcuni personaggi famosi, e dopo
aver inserito dei commenti, ha caricato queste immagini sul suo profilo. Naturalmente
l'operazione "concettuale" non si è fermata qui e Prince ha fatto
stampare in grande formato queste nuove opere, successivamente presentate e
vendute alla Gagosian Gallery di New York con la solita coda di polemiche e
dubbi sulla effettiva proprietà dei diritti di queste fotografie. Di
sicuro alla coppia Gagosian/Prince non difetta la furbizia e la capacità di
generare interesse e soprattutto nuovi business.
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martedì 13 maggio 2014
Il piacere di guardare - Nan Goldin
Era il 2002 quando, a New York, Christie’s aggiudicò per 314.000 euro una raccolta di 149
cibachrome realizzate da Nan Goldin. Il
suo record d’asta ad oggi rimasto imbattuto. Fino al 24 maggio è possibile
ammirare le opere della sua ultima serie “Scopophilia”
alla galleria Gagosian di Roma. Una
selezione di fotografie che affiancano riproduzioni di quadri esposti al Louvre
e immagini da lei realizzate. Un viaggio nel mondo di Nan
Goldin, del suo modo di narrare i piccoli e grandi eventi della vita. Un viaggio
nel piacere di guardare, nella scopophilia appunto. La serie è stata ideata nel
2010 nel corso di una serie di visite al museo parigino. Otto mesi durante i
quali ogni martedì, quando le sale erano chiuse al pubblico, la Goldin ha
potuto scattare migliaia di foto ai capolavori esposti. Immagini che poi ha utilizzato insieme a quelle provenienti
dal suo archivio. Sofferenza, amore,
morte, erotismo sono anche in questo caso i temi che emergono dalla visione
delle sue opere.
martedì 21 gennaio 2014
Gallerie, critici, curatori, mercato.
Gallerie,
critici, curatori, mercato. Questa è l'arte contemporanea, questo è il contesto
nel quale deve provare a muoversi chi vuole cercare di imporre la propria
visione, il proprio lavoro, la propria ricerca. E' così in qualsiasi
campo artistico e la fotografia non fa eccezione. Un muro spesso insormontabile
per chi non trova la strada giusta per fare breccia. Una sorta di selezione naturale
spesso basata su criteri imperscrutabili. Un'offerta di arte che supera di gran
lunga la domanda. Un mercato che crede solo negli autori già affermati,
certificati da un piccolo manipolo di gallerie, critici, curatori. Al margine
di questo mondo dorato, un sottobosco di gallerie affittacamere, pennivendoli
a pagamento e aspiranti artisti pronti a pagare pur di avere un quarto
d'ora di celebrità. Scagli la prima pietra chi non ha mai pagato per poter
esporre le sue opere. Ma nell'era di internet e del consumo bulimico di immagini,
ha ancora senso per un autore sconosciuto esporre tra quattro mura? Ha senso
investire tempo e denaro solo per incontrare qualche amico davanti alle proprie
foto magari ben incorniciate? La rete regala una vetrina ben più ampia e forse
sarebbe il caso di cercare di utilizzarla al meglio per promuovere i propri
lavori. Allestire una mostra costa e molto spesso l'esposizione si trasforma in
auto celebrazione, al massimo in tre righe su qualche rivista di settore.
Meglio allora potenziare la propria presenza sulla rete e cercare di
raggiungere il mercato saltando intermediari di dubbia efficacia. Potrebbe
non bastare ma almeno avremo reso la vita più difficile ai molti
personaggi che si aggirano ai margini dell’arte contemporanea. Figure, poco
professionali, che vivono spacciando illusioni e gonfiando l’ego dei forse troppi
aspiranti artisti affamati di spazio.
domenica 8 settembre 2013
Miles Aldridge - arte o marketing ?
Sempre più spesso il confine tra fotografia commerciale e
arte contemporanea viene superato. Fotografi che si occupano ad alto livello di
pubblicità e moda vengono accolti in gallerie e musei e si guadagnano un posto
di primo piano nel mondo della cosiddetta fotografia d’arte. Un abile riposizionamento
frutto di un’attenta strategia di marketing o l’inevitabile risultato della
spettacolarizzazione dell’arte ? La
risposta non è così scontata e richiederebbe un approfondimento sulle singole
figure artistiche oggetto di questa evoluzione. Il fotografo di moda diviene
sempre più spesso una star da museo. E’ il caso ad esempio del fotografo britannico
Miles Aldridge che irrompe, con le sue immagini patinate e ipercolorate alla National Gallery di Londra. Un fotografo eccentrico, autore tra l’altro, delle immagini del calendario Lavazza
2010. Collabora stabilmente con le più note riviste di moda e ha lavorato per
famosi stilisti fra cui Armani,
Lagerfeld e Yves Saint Laurent. Il suo
stile pop e trasgressivo è protagonista della mostra “I only want you to love me”
che è possibile visitare fino al 29 settembre a Londra, alla Somerset House.
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martedì 4 giugno 2013
Gli incubi di Joel Peter Witkin
Si racconta che Joel Peter Witkin, quando era ancora un ragazzo, abbia assistito ad un evento estremamente drammatico. Un incidente d’auto nel quale rimase decapitata una bambina. Vedendo le sue opere non è difficile capire quanto quell’evento abbia inciso sul suo modo di creare e come non sia mai riuscito ad esorcizzare quei fantasmi. La fotografia come terapia. Un modo per allontanare da sè i suoi peggiori incubi. A Firenze, al Museo Alinari, fino al 23 giugno è possibile entrare nel mondo visionario e surreale di questo artista statunitense. La mostra è sconsigliata, dallo stesso museo, ai minori e alle persone sensibili. I soggetti delle 55 opere esposte, per nulla rassicuranti, sono storpi, mostri, nani e figure deformi. Un viaggio tra visioni del subconscio, spinte erotiche e nichiliste. Un'umanità, quella messa in scena da Witkin, che cerchiamo di rimuovere dalla nostra esperienza quotidiana. Non si tratta di semplice fotografia. Siamo di fronte ad una partitura fatta di segni, di significati e significanti da decifrare. Di continui riferimenti alla storia dell’arte. Le opere sono realizzate senza l’uso del digitale, manipolate per mezzo di collage, graffi, lacerazioni e interventi pittorici. Alla recente asta di aprile, da Phillips De Pury, una sua fotografia, particolarmente raccapricciante, è stata aggiudicata per circa 10 mila euro. Si tratta di uno still life di una testa di una donna morta e di una scimmia (face of woman – 2004).
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venerdì 19 aprile 2013
EXPOSARE - L'incontro tra domanda e offerta
Una delle caratteristiche del web è sicuramente quella di facilitare, in tutti i campi, l'incontro tra domanda e offerta. In fondo anche facebook è un ambiente virtuale nel quale viene facilitato l'incontro tra persone con interessi simili. Probabilmente basandosi su questa considerazione, Anne Clergue, già presidente della fondzione Van Gogh, ha creato il sito EXPOSARE. Presentato la scorsa estate ai Rencontres d'Arles, mette in contatto diretto, gli artisti che vogliono esporre le loro opere e le gallerie, le istituzioni che possono ospitare le mostre. La piattaforma, alla quale è necessario iscriversi (99 euro per gli artisti e 200 euro per le gallerie), permette di visualizzare le opere proposte con tutti i dettagli su tecnica, formati, montaggio e allestimento. L'unico vincolo è che le opere siano disponibili, già pronte per essere esposte. I contatti avvengono direttamente tra gli interessati senza l'intervento dello staff di exposare e senza richiesta di ulteriori commissioni.
Il sito EXPOSARE
Il sito EXPOSARE
lunedì 10 settembre 2012
Vanessa Beecroft - Fotografia o performance ?
Le foto con le quali vengono documentate le performance di
Vanessa Beecroft ci costringono ad analizzare il rapporto tra la performance e
la fotografia. La prima non potrebbe forse vivere, almeno nel mercato dell’arte,
senza la seconda che la racchiude e consegna ai collezionisti d’arte
contemporanea, sotto forma di opera di grande formato. Fotografie che spesso non
vengono realizzate dall’artista ma dai suoi assistenti. Le foto delle
performance dell’artista genovese, che da molti anni ormai vive a Los Angeles,
hanno un costo compreso tra i 15 mila e i centomila euro. Il suo record d’asta
risale al 2007. 89 mila euro pagati per l’opera Vb 48. Le quotazione della
Beecroft sono comunque in lenta ma costante crescita. Nota soprattutto per le sue performance, Vanessa Beecroft si dedica anche alla pittura. Disegni, acquerelli e acrilici che spesso hanno ispirato i suoi tableaux vivants.
Il sito ufficiale: www.vanessabeecroft.com
Il sito ufficiale: www.vanessabeecroft.com
lunedì 11 luglio 2011
ARTISTOCRATIC - gallerie fotografiche online
Negli ultimi anni il mercato della fotografia è stato oggetto di sempre maggiore attenzione da parte di collezionisti di arte contemporanea. Nuovi appassionati si sono avvicinati al collezionismo fotografico anche servendosi di gallerie online che propongono opere interessanti a prezzi accessibili. Artistocratic propone le opere degli artisti rappresentati esclusivamente sul web. Sul sito è possibile visonare e acquistare le opere in tiratura limitata di fotografi storicizzati o emergenti. Le opere in vendita sono divise in tre categorie: contemporanea, novecento e ottocento. Vengono inoltre presentate una serie di opere nella ulteriore categoria Photo Edition caratterizzata da una tiratura più ampia. Nel caso di opere presentate dall'autore prive di cornice, è possibile personalizzare il montaggio. Tra le opere in vendita, sono da segnalare tra le altre, alcune fotografie di Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Franco Fontana, Nan Goldin e Micheal Kenna. Sul sito è inoltre possibile scaricare gratuitamente un estratto del libro "Collezionare fotografia" di Denis Curti, un testo estremamente chiaro e dettagliato per chi vuole approfondire questo tema.
http://www.artistocratic.com/
http://www.artistocratic.com/
lunedì 6 dicembre 2010
La tiratura limitata
Il primo post di questo blog, non poteva che essere dedicato alla “tiratura”, un mezzo utilizzato dalla fotografia per accorciare ulteriormente le distanze dalle altre forme di espressione artistica. Da sempre la fotografia si è trovata a fare i conti con la “riproducibilità” che l’ha, per molto tempo, relegata tra le arti cosidette minori. La tiratura limitata viene quindi incontro all’esigenza, da parte del collezionista, di avere la certezza di acquistare un’opera fotografica, che al pari ad esempio delle litografie, ha una produzione numerica ben definita. La tiratura limitata certificata dall’autore ha quindi permesso alla fotografia di mettersi al passo con altre arti e di competere ad armi pari nel mercato dell’arte contemporanea con opere di matrice pittorica, installazioni e sculture. Anche se ci sono ovviamente delle eccezioni per chi ha rifiutato questo tipo di approccio.
Oggi, quindi, è difficile prescindere dalla tiratura limitata. Fortemente voluta da galleristi e collezionisti, la tiratura o edizione, può essere riferita alla singola opera o meglio ancora all’opera nei vari formati previsti. Si potrebbe quindi avere, della stessa opera, formato piccolo, medio e grande con le loro tirature autonome.
Discorso a parte merita la prova d’artista o d’autore, che in teoria non dovrebbe avere destinazione commerciale ma solo eventuali fini espositivi. È evidente, quindi, che il valore di un’opera fotografica è diretta conseguenza anche della tiratura. In questa ottica si può avere un prezzo variabile dell’opera, determinato dall’avvicinarsi all’esaurimento dell’edizione a disposizione. Dal punto di vista pratico, la tiratura può essere dichiarata sul retro dell’opera insieme alle classiche informazioni sull’autore, la firma e le caratteristiche dell’opera, eventualmente accompagnata anche da un’apposita certificazione cartacea firmata dall’autore.
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