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lunedì 14 settembre 2015

Non solo francobolli - Bolaffi fotografia

I francobolli incarnano il concetto stesso di collezione. Più delle monete o di qualsiasi altra memorabilia. Hanno un rapporto diretto con il tempo e sono legati alla storia della comunicazione e alla cultura degli stati che li hanno emessi. In Italia, dal 1890, il catalogo utilizzato dagli appassionati filatelici è quello edito da Bolaffi. Oggi l’azienda di Torino è un  punto di riferimento nel panorama del collezionismo nazionale e internazionale. Filatelia, numismatica, stampe, oggetti preziosi e da quest’anno anche fotografia. L’8 ottobre Bolaffi metterà all’incanto, allo Spazio Bigli di Milano, il suo primo catalogo di fotografie. Oltre 260 lotti che comprendono scatti di noti autori nazionali ed internazionali. Nella top list, con base d’asta di 5 mila euro verrà offerta ai collezionisti “Moon and half dome Yosemite National Park” di Ansel Adams. Molte anche le proposte di fotografi italiani tra i quali Giacomelli, Ghirri, Fontana  e Basilico con prezzi  che vanno dalle poche centinaia di euro ai 3 o 4 mila. Una buona occasione per chi vuole avvicinarsi al collezionismo fotografico  di autori ormai storicizzati, senza spendere cifre esorbitanti. Sul sito bolaffi.it è possibile scaricare il catalogo.

venerdì 15 maggio 2015

Il cubismo fotografico di Pablo Picasso

Dipinto nel 1955 da Pablo Picasso, “Donne di Algeri” è stato nei giorni scorsi battuto all’asta per la cifra record di 179 milioni di dollari. Una notizia che ha generato clamore e nuovo interesse nei confronti del cubismo, la corrente artistica nata negli stessi anni nei quali le avanguardie, futurismo, dadaismo e surrealismo, sovvertivano l’idea stessa di arte, grazie alla sperimentazione di nuovi mezzi espressivi come la fotografia. Anche la ricerca sulla scomposizione prospettica, iniziata da Picasso e Braque nei primi anni del novecento fu influenzata dalla fotografia, come sembrano dimostrare le immagini fotografiche realizzate dal pittore e scultore spagnolo. Nel periodo nel quale stava lavorando al quadro “Les Demoiselles d’Avignon”, Picasso utilizzò materiale fotografico e realizzò ritratti fotografici di alcuni suoi amici e conoscenti. Tra questi particolarmente interessante è la foto che ritrae “Il doganiere Rousseau” (1910), una doppia esposizione nella quale appare evidente la scomposizione prospettica tipica del cubismo. La visione fotografica, già determinante per lo sviluppo dell’impressionismo, è ancora una volta capace di creare stimoli e nuove suggestioni per il mondo dell’arte. Quello stesso mondo nel quale la fotografia non riusciva a trovare una collocazione stabile, a causa della sua caratteristica di saper riprodurre fedelmente la realtà. Un “peccato originale” dal quale, solo negli ultimi decenni, sembra essere riuscita a liberarsi.      

venerdì 20 marzo 2015

Vintage è meglio

A giudicare dai risultati delle principali aste di fine anno, la fotografia continua a riscuotere un crescente interesse da parte del collezionismo internazionale, quello per intenderci capace di spendere cifre da capogiro per aggiudicarsi un’opera d’arte contemporanea da appendere in un lussuoso appartamento di New York, Mosca o meglio ancora Hong Kong. Tra novembre e dicembre dello scorso anno, Sotheby’s, Christie’s e Phillips hanno messo a segno alcune vendite di tutto rispetto. Oltre all’immancabile Cindy Sherman, che con una serie di ventuno stampe di piccolo formato ha oltrepassato i 5 milioni di euro, sono stati soprattutto gli autori storicizzati a farla da padrone. Eugène Atget, Tina Modotti, August Sander e Julia Margaret Cameron hanno visto superare i loro precedenti record d’asta. In particolare “Handlanger”, una stampa ai Sali d’argento di 21x14,8 cm del 1927 di August Sander è stata battuta da Sotheby’s  per poco più di 600 mila euro. Sembra quindi che il mercato si stia indirizzando verso i grandi maestri della fotografia, le cui opere sono più legate al contesto storico e alla capacità di narrare il tempo nel quale hanno vissuto e di cui sono stati testimoni. Una scelta influenzata anche dal fattore rarità, una caratteristica fondamentale per qualsiasi forma di collezionismo. In quest’ottica la stampa vintage diviene un vero e proprio moltiplicatore di valore.  

giovedì 15 gennaio 2015

Andreas Gursky - La logica irrazionalità di una quotazione

Il 2011 può essere considerato l’anno decisivo per la consacrazione della fotografia nel sistema dell’arte contemporanea. “Rhein II”, un monumentale, quanto anonimo, paesaggio realizzato da Andreas Gursky viene venduto per la cifra sbalorditiva di 4.338.500 dollari.

Analizzare l’ascesa di questo fotografo tedesco, allievo dei coniugi Becher all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, è illuminante per capire le logiche di un mercato che può sembrare governato esclusivamente dall’irrazionalità.

Il cammino artistico di Gursky inizia nei primi anni ‘90 con diverse mostre in Germania e Svizzera, un posto alla Biennale di Venezia nel 1990, quindi a Londra nel 1995 e nel 1996 alla Biennale di Sydney. A quel tempo, la quotazione delle sue opere si aggirava tra i 2.000 e 3.000 dollari, un’inezia rispetto alla quotazione attuale.

La sua carriera decolla veramente nel 1998, anno in cui vince il premio di fotografia della Private Citibank, nonché anno della sua prima mostra negli Stati Uniti e di una retrospettiva al Museo dell’Accademia di Düsseldorf. In questo stesso anno una sua opera di grande formato supera per la prima volta la soglia dei 10.000 euro. Riproposta recentemente all’asta, la stessa opera è stata venduta per l’equivalente di 44.600 €: in quindici anni il suo prezzo è aumentato del 346%.

Nel 2000, anche grazie alla notizia che il MoMA di New York sta preparando una mostra monografica, un’opera di Gursky sfiora i 300.000 euro all’asta, un livello di prezzo che raddoppierà abbondantemente l’anno della sua consacrazione da parte del museo newyorkese. Nel novembre 2001, Christie’s vende, in occasione di una grande asta, un’opera già esposta al MoMA intitolata  “Paris, Montparnasse”, partendo da una stima pari a 340.000 euro per arrivare ad un prezzo finale di aggiudicazione di 680.400 euro.
Le quotazioni raggiunte dalle opere di Gursky divengono di fatto un indicatore della tendenza del mercato della fotografia.
Da quando nel 2010 è entrato a far parte degli artisti rappresentati della galleria Gagosian, il suo indice di prezzo è aumentato del 72%.

Se si vogliono comprendere i motivi per i quali “Rhein II” ha raggiunto una tale quotazione, non si può non partire dal cammino artistico di Gursky e dalla sua consacrazione da parte di istituzioni prestigiose come il MoMA. Il valore artistico ed economico sembrano andare di pari passo e le quotazioni aumentare nel corso degli anni spinte dalle esposizioni in musei e gallerie di tutto il mondo, che in qualche modo certificano il valore dell’artista. Sembrerebbe, come sostenuto dal filosofo Arthur C. Danto che  “ciò che fa diventare un oggetto un’opera d’arte è esterno all’oggetto stesso.”.
In altre parole l’opera d’arte contemporanea è tale se viene riconosciuta e accolta in un ambito artistico: museo, galleria, critici d’arte, curatori, riviste specializzate.

Diviene allora del tutto sterile interrogarci sulla qualità estetica di “Rhein II”, poco importante porci domande sulla sua anonimità fotografica. Non sono queste le caratteristiche da considerare per giudicare quest’opera fotografica. Dovremmo invece interrogarci sul fatto che gli altri esemplari della stessa edizione sono esposti al MoMA, alla Pinakothek der Moderne di Monaco, alla Tate Modern di Londra e alla Glenstone Collection di Potomac. Sono loro in questo caso a “certificare” il valore artistico del lavoro di Gursky.


martedì 16 dicembre 2014

Abbey Road - La copertina icona dei Beatles

Nell’agosto del 1969, Iain Macmillan ebbe a disposizione solo una manciata di minuti per realizzare le fotografie vendute qualche settimana fa dalla casa d’aste londinese Bloomsbury per 180 mila sterline, quasi 230 mila euro. Sono forse le foto più famose della storia del rock, quelle della celebre copertina dell’album Abbey Road dei Beatles. Una vera e propria icona imitata numerose volte, una strada divenuta luogo di pellegrinaggio da parte dei fan dello storico gruppo di Liverpool. Un valore quello attribuito alle sei immagini aggiudicate, legato al mito dei Beatles più che a criteri estetici o artistici,  determinato dal soggetto e non dall’autore. Un collezionismo “al contrario” nel quale sembra scomparire l’impronta del rappresentante, oscurata da quella del rappresentato. In verità la fotografia è stata minuziosamente progettata a tavolino, con tanto di layout. Non da Macmillan ma da Paul McCartney. 
Se facciamo riferimento alla celebre frase di Wim Wenders “Se una macchina fotografica riprende in ambedue le direzioni, in avanti e indietro, fondendo le due immagini tra loro in modo che il dietro si risolva nel davanti, allora essa permette al fotografo già nell'istante della ripresa di essere davanti, dentro alle cose, e non separato da loro.”, allora colui che si trova dietro l’obiettivo e viene proiettato davanti, non è Macmillan ma Paul McCartney stesso, ossia uno dei soggetti della foto, nella veste di rappresentato e rappresentante.

venerdì 3 ottobre 2014

Richard Prince 2.0

La riappropriazione e la risignificazione di immagini prese da riviste e pubblicità ha permesso a Richard Prince, negli anni ’90, di entrare nella ristretta cerchia delle star dell'arte contemporanea.
L'icona del cowboy Marlboro che, nel 2005 fece registrare una vendita record  da Christie’s, è divenuta il suo marchio di fabbrica. L'opera fotografica, in realtà una riproduzione di una nota immagine pubblicitaria venne battuta all’asta per oltre un milione di dollari.

Oggi, nell'era dei social e della compulsione fotografica online, Prince non poteva non servirsi di Instagram per le sue appropriazioni 2.0. Qualche mese fa, dopo essere stato espulso dal social e successivamente riammesso, ha riprodotto delle immagini condivise da alcuni personaggi famosi, e dopo aver inserito dei commenti, ha caricato queste immagini sul suo profilo. Naturalmente l'operazione "concettuale" non si è fermata qui e Prince ha fatto stampare in grande formato queste nuove opere, successivamente presentate e vendute alla Gagosian Gallery di New York con la solita coda di polemiche e dubbi sulla effettiva proprietà dei diritti di queste fotografie. Di sicuro alla coppia Gagosian/Prince non difetta la furbizia e la capacità di generare interesse e soprattutto nuovi business.

giovedì 25 settembre 2014

Le aste autunnali dei grandi maestri del novecento

Riprendono a New York le prime grandi aste della stagione dedicate alla fotografia. Tra fine settembre e inizio ottobre Christie’s, Sotheby’s e Philips metteranno all’incanto le opere di alcuni tra i più rappresentativi autori del novecento. Nel catalogo di Christie’s occupano un posto di rilievo la stampe di Edward Weston “Nautilus shell” del 1927 con una stima di 225/370mila euro e una celebre immagine di Robert Frank del 1955 “Parade – Hoboken, New Jersey”. L’asta da Philips prevista nei primi giorni di ottobre, si sofferma invece su una serie di opere provenienti dalla collezione dell’ART Institute di Chicago. Tra queste “Cordoba, Spain” di Henri Cartier-Bresson con una stima di 60/90mila euro. Il maestro dell"istante decisivo sembra essere particolarmente ricercato dai collezionisti di stampe vintage e negli ultimi anni ha registrato significativi incrementi delle sue quotazioni. Le opere fotografiche vintage beneficiando della loro rarità stanno rapidamente conquistando l’interesse di appassionati e investitori. 
Nel novembre 2011, un lotto di 100 stampe provenienti dalla sua Fondazione totalizzò, durante un’asta da Christie’s, 1,9 milioni di euro.   

martedì 13 maggio 2014

Il piacere di guardare - Nan Goldin

Era il 2002 quando, a New York,  Christie’s  aggiudicò per 314.000 euro una raccolta di 149 cibachrome  realizzate da Nan Goldin. Il suo record d’asta ad oggi rimasto imbattuto. Fino al 24 maggio è possibile ammirare le opere della sua ultima serie “Scopophilia”  alla galleria Gagosian di Roma. Una selezione di fotografie che affiancano riproduzioni di quadri esposti al Louvre e immagini da lei realizzate. Un viaggio nel mondo di Nan Goldin, del suo modo di narrare i piccoli e grandi eventi della vita. Un viaggio nel piacere di guardare, nella scopophilia appunto. La serie è stata ideata nel 2010 nel corso di una serie di visite al museo parigino. Otto mesi durante i quali ogni martedì, quando le sale erano chiuse al pubblico, la Goldin ha potuto scattare migliaia di foto ai capolavori esposti. Immagini  che poi ha utilizzato insieme a quelle provenienti dal  suo archivio. Sofferenza, amore, morte, erotismo sono anche in questo caso i temi che emergono dalla visione delle sue opere. 

lunedì 4 novembre 2013

Thomas Ruff da Lia Rumma

Uscito dalla famosa scuola di Düsseldorf di Bernd e Hilla Becher, Thomas Ruff è riuscito, più di altri discepoli della coppia, a sviluppare un discorso artistico originale e allo stesso tempo estremamente contemporaneo.  Una ricerca seriale condotta su vari fronti e tematiche tutte accomunate dall'utilizzo della fotografia come strumento analitico e documentario.  Legato alla galleria Lia Rumma  fin dal 1991, è tornato in questi giorni ad esporre nello spazio milanese. Sono presentate le sue ricerche più recenti  volte a mettere in evidenza i limiti e la complessità della visione. Scatti realizzati dallo spazio (Sterne), riproduzioni di curve matematiche generate con programmi di modellazione (Zycles), particolari ingranditi del pianeta marte prelevati  dal sito della NASA (Ma.r.s.) e i celebri Jpeg . Sarà possibile visitare la mostra fino al 16 novembre.  I prezzi delle opere di Ruff sono estremamente variabili. Nella recente asta del mese di ottobre da  Phillips De Pury, l’opera Substrate 21 (2002-03) è stata aggiudicata per 12.500 dollari. Si tratta di una fotografia di dimensioni 88x64 cm. tirata in 45 esemplari. 

domenica 8 settembre 2013

Miles Aldridge - arte o marketing ?

Sempre più spesso il confine tra fotografia commerciale e arte contemporanea viene superato. Fotografi che si occupano ad alto livello di pubblicità e moda vengono accolti in gallerie e musei e si guadagnano un posto di primo piano nel mondo della cosiddetta fotografia d’arte. Un abile riposizionamento frutto di un’attenta strategia di marketing o l’inevitabile risultato della spettacolarizzazione dell’arte ?  La risposta non è così scontata e richiederebbe un approfondimento sulle singole figure artistiche oggetto di questa evoluzione. Il fotografo di moda diviene sempre più spesso una star da museo. E’ il caso ad esempio del fotografo britannico Miles Aldridge che irrompe, con le sue immagini patinate e ipercolorate  alla National Gallery di Londra. Un fotografo  eccentrico, autore tra l’altro, delle immagini del calendario Lavazza 2010. Collabora stabilmente con le più note riviste di moda e ha lavorato per famosi  stilisti fra cui Armani, Lagerfeld  e Yves Saint Laurent. Il suo stile pop e trasgressivo è protagonista della mostra “I only want you to love me” che è possibile visitare fino al 29 settembre a Londra, alla Somerset  House.  



mercoledì 21 agosto 2013

Le scritture di Shirin Neshat


Nelle opere fotografiche di Shirin Neshat appaiono spesso frasi in lingua farsi. Sovrascritture su volti e  corpi di donne che chiamano in causa il complesso rapporto con l’islam, il sacro, la realtà e la magia. Leone d’Oro alla Biennale del 1999, l’artista iraniana, è ormai entrata a pieno diritto tra gli autori contemporanei  consacrati in musei e case d’aste. Un percorso per certi versi parallelo tra valorizzazione del percorso artistico e successo commerciale. Se per lavori di piccole formato è sufficiente un investimento relativamente contenuto, compreso tra i 30 e i 50 mila euro, diverso è il 
discorso per le opere di grande formato. Il record d’asta, stabilito da Christie’s Dubai per l’opera “Whispers” realizzata nel 1997, è di 171 mila euro.  Oltre ad utilizzare il mezzo fotografico, Shirin Neshat realizza video e nel 2009, con il suo primo lungometraggio “Donne senza uomini” ha vinto il Leone d’Argento al Festival di Venezia.

martedì 18 giugno 2013

Shirin Neshat a Photoespaña

Avete in programma un viaggio in Spagna? Fino al 28 luglio, è possibile visitare Photo España. Quest’anno il festival di fotografia e arti visive, è dedicato al corpo umano e alle sue rappresentazioni. 328 artisti di 42 nazioni espongono le loro opere a Madrid, Cuenca,  Alcalá de Henares,  Alcobendas,  Lanzarote e  Zaragoza. Fuori dai confini iberici, il festival estende le sue mostre anche a Parigi, Berlino e Praga. Nella sezione ufficiale, particolarmente interessante, l’esposizione dell’artista iraniana Shirin Neshat allo spazio Fondazione Telefonica di Madrid. Sono opere quelle di Shirin Neshat nelle quali il corpo riveste una particolare importanza e che rivolgono l’attenzione alla condizione delle donne musulmane. Mani e volti di donne ricoperti di scritte,  di citazioni in farsi da poetesse come Forough Farokhzad e Tahereh Saffarzadeh. Il codice della scrittura si fonde, nelle immagini di Neshat, con quello visivo,  quasi a generare un inedito linguaggio composito. Dal 1974 Shirin Neshat vive e lavora negli Stati Uniti. Nel marzo scorso, una sua stampa del 1999 ai Sali d’argento di 25x33 cm. è stata battuta all’asta da Phillips a Londra per 16.300 euro.

martedì 4 giugno 2013

Gli incubi di Joel Peter Witkin

Si racconta che Joel Peter Witkin, quando era ancora un ragazzo, abbia assistito ad un evento estremamente drammatico. Un incidente d’auto nel quale rimase decapitata una bambina. Vedendo le sue opere non è difficile capire quanto quell’evento abbia inciso sul suo modo di creare e come non sia mai riuscito ad esorcizzare quei fantasmi. La fotografia come terapia. Un modo per allontanare da sè i suoi peggiori incubi. A Firenze, al Museo Alinari, fino al 23 giugno è possibile entrare nel mondo visionario e surreale di questo artista statunitense. La mostra è sconsigliata, dallo stesso museo, ai minori e alle persone sensibili. I soggetti delle 55 opere esposte, per nulla rassicuranti, sono storpi, mostri, nani e figure deformi. Un viaggio tra visioni del subconscio, spinte erotiche e nichiliste. Un'umanità, quella messa in scena da Witkin, che cerchiamo di rimuovere dalla nostra esperienza quotidiana. Non si tratta di semplice fotografia. Siamo di fronte ad una partitura fatta di segni, di significati e significanti da decifrare. Di continui riferimenti alla storia dell’arte. Le opere sono realizzate senza l’uso del digitale, manipolate per mezzo di collage, graffi, lacerazioni e interventi pittorici. Alla recente asta di aprile, da Phillips De Pury, una sua fotografia, particolarmente raccapricciante, è stata aggiudicata per circa 10 mila euro.  Si tratta di uno still life di una testa di una donna morta  e di una scimmia (face of woman – 2004).

lunedì 29 aprile 2013

Wolfgang Tillmans - elogio della non riconoscibilità

Ha 32 anni quando, nel 2000, Wolfgang Tillmans vince il prestigioso Turner Prize. Il primo fotografo non inglese al quale viene assegnato il premio dalla Tate Gallery. Affatto semplice avvicinarsi alle opere e alla sensibilità di questo artista tedesco. Nella sua produzione, inquadrature banali si alternano ad immagini di rottura dal carattere esplicitamente violento o pornografico ad altre squisitamente astratte. Vedendo le sue opere sfugge il nesso, il filo comune della sua ricerca, quella riconoscibilità a volte praticata come un mantra da molti artisti. “Sono interessato a capovolgere/ribaltare i pensieri e a mettere in dubbio conoscenze date a priori, il che certo è sovversivo, perché la cosa più difficile per tutti noi è cambiare il nostro punto di vista, o cambiare il nostro comportamento…” con questa dichiarazione Tillmans ha cercato di spiegare il suo lavoro. Negli ultimi tre anni le sue quotazioni, dopo un periodo di stabilità, sono tornate rapidamente a salire. Nel settembre dello scorso anno a New York, Phillips ha battuto una sua opera “Blautopf” per 71.000 euro. Si trattava di un lavoro composto da 10 c-print di cm. 30x40 ognuna.

lunedì 11 febbraio 2013

Le vintage print di Edward Weston hanno ormai raggiunto cifre da capogiro. Nel 2008 l’opera “Nude” del 1925 è stata battuta da Sotheby’s per 1.609.000 $. E’ questa una delle fotografie di Weston che segnano la sua evoluzione artistica nella direzione dell’astratto. La forma diviene il soggetto principale. Conchiglie, ortaggi, pietre, nudi,  divengono all’occhio del fotografo astrazioni, linee e trame di un mondo lontano dalla oggettività della sua visione precedente. Sull'artista statunitense sono già stati consumati fiumi d’inchiostro. Decine di pubblicazioni hanno ripercorso il suo cammino artistico. La sua vita è stata analizzata e descritta in centinaia di articoli su riviste fotografiche. L’editore Skira, in occasione della recente retrospettiva presso la Fondazione Fotografia di Modena, gli dedica un ennesimo libro fotografico. Un volume con 110 fotografie, particolarmente curato e  capace di ripercorrere le varie fasi della sua esperienza artistica. E’ possibile acquistare il libro direttamente sul sito della casa editrice.

lunedì 14 gennaio 2013

Le donne di Lise Sarfati

Gli occhi sono lo specchio dell’anima. A guardare quelli delle protagoniste degli scatti di Lise Sarfati, ci si domanda il perché di tanta tristezza. Sono donne immerse in contesti urbani, nella vita di tutti i giorni come nella serie “On Hollywood” o “ She“. Spesso sole, estranee all’ambiente nel quale si trovano. E’ forse proprio queste straniamento che ci affascina, cattura la nostra attenzione e ci induce a cercare di indovinare un prima ed un dopo del momento congelato dall’artista francese. Lise Sarfati  è attualmente una delle artiste più interessanti e le sue quotazioni sono in rapida crescita. Nei mesi scorsi ha esposto alla Yossi Milo Gallery di New York e a Londra da Brancolini  Grimaldi. Lo stesso stile e la stessa visione del mondo, è presente nelle immagini realizzate per l’agenzia Magnum, con la quale collabora da 2001. “Gina # 12 Oakland”, una fotografia del 2009, di 87x117 cm. è stata recentemente battuta da Christie’s per 8750 euro.
Il sito di Lise Sarfati

martedì 27 novembre 2012

Ciak si scatta - Philip-Lorca diCorcia

Il passaggio dal cinema alla fotografia è stato per Philip-Lorca diCorcia una conseguenza naturale del suo modo di interpretare le cose del mondo. Nato ad Hartford negli Stati Uniti nel 1951, si trasferisce da Los Angeles  a New York dove inizia a lavorare nel mondo della moda. Collabora con le grandi riviste e realizza servizi fotografici che molto devono alla sua precedente esperienza cinematografica. Inquadrature e situazioni che si ritrovano nelle sue serie tematiche come Heads, Street work e Hustles. Le sue opere, come fotogrammi di un film, celano storie misteriose. Compito dello spettatore è quello di ricostruire il racconto. Un  prima ed un dopo dell’attimo fermato dall’artista. Philip-Lorca diCorcia è rappresentato in Italia dalla galleria Monica De Cardenas. Il suo record d’asta di 57.000 euro è stato battuto nel 2006 da Christie’s. Attualmente le sue opere hanno una valutazione compresa nel range dai 5.000 agli 80.000 euro.

lunedì 25 giugno 2012

Un libro fuori dal comune - Francis Frith


La Bonhams Book di Londra, ha recentemente  venduto il più grande libro mai pubblicato fino ad ora. Si tratta di un libro composto di 20 fotografie dalle ragguardevoli dimensioni di 30x21 inch (circa 76x53 cm.). 
Originalmente pubblicato nel 1856 contiene le immagini riprese da Francis Frith durante un suo viaggio in Egitto, nel Sinai e a Gerusalemme. Le stampe originali al collodio furono stampate personalmente dal fotografo inglese servendosi di una sorta di camera oscura mobile. La stima di partenza di questo libro fuori misura, 50.000/70.000 sterline, è stata largamente superata. Il prezzo di vendita finale ha raggiunto la  cifra di 330.000 sterline. Circa 513.000 dollari.

lunedì 2 aprile 2012

I classici della fotografia da Phillips de Pury

Phillips de Pury presenta, mercoledì 4 aprile a New York, una eccezionale vendita di due collezioni estremamente interessanti. La celebre casa d’aste  metterà all’incanto opere fotografiche di primissimo livello. La prima collezione « The Face of Modernism : a Private West Coast Collection » è composta da 28 lotti.  Verranno presentate opere di autori storici: Stieglitz,  Paul Strand, Edward Weston, Man Ray e André Kertész tra tutti.  Successivamente sarà la volta della collezione « the Spring Photographs season» che vedrà protagoniste, tra le altre, fotografie di Andy Wharol, Diane Arbus e Cindy Sherman. Per quest’ultima, la stima dell’opera in vendita “Untitled Film Still # 492” è di 300.000-400.000 dollari. Il catalogo è disponibile sul sito www.phillipsdepury.com

lunedì 19 marzo 2012

Eggleston - bye bye dye-transfer


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Il 12 marzo scorso  Christie’s ha venduto 36 stampe di William Eggleston per un totale di 5,9 milioni di  dollari. Le fotografie aggiudicate sono stampe digitali inkjet ai pigmenti di grandi dimensioni. Ristampe di opere realizzate in passato con il procedimento dye-transfer utilizzato dal fotografo per ottenere la classica saturazione caratteristica delle immagini di questo grande autore. Tra le foto battute all’asta ed aggiudicate, anche la storica immagine del triciclo ripreso da un’insolita prospettiva dal basso. Tutte le stampe sono state tirate in due esemplari. La seconda edizione, secondo gli accordi tra l’ Eggleston Artistic Trust  e la casa d’aste, non sarà messa in vendita prima di tre anni. Come dichiarato da Joshua Holdeman, direttore internazionale del dipartimento di fotografia di Christie’s, lo scopo della vendita era quello di creare un nuovo mercato per la fotografia di Eggleston, più vicino al mondo dell’arte contemporanea. A giudicare dal risultato dell’asta sembra che ci siano riusciti senza problemi.

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