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giovedì 1 ottobre 2015

Continuiamo così, facciamoci del male

Trovare nuove strade espressive e allontanarsi dalla visione comune è un esercizio assai arduo e ovviamente non alla portata di tutti. Guardando, però, i lavori di fotografi  della “middle class”, ovvero lontani dall’olimpo degli artisti affermati, ma comunque in grado di produrre ed esporre immagini valide e coerenti, sembra di trovarsi di fronte ad un immenso déjà-vu. 

Inquadrature rigidamente oggettive e ben allineate, come la scuola di Düsseldorf ci ha insegnato negli ultimi anni, colori desaturi e case, paesaggi, architetture immersi in un chiarore stereotipato. Un cliché che si ripete nelle foto appese in gallerie di medio e basso cabotaggio e sui social network, alimentato da “preset” e ”azioni” già pronte per l’uso. Un semplice click nel programma di post produzione, qualche curva o livello da impostare in pochi minuti.  

Bandite da questa candida visione  le ombre, il fuoco selettivo e il mosso appaiono argomenti desueti per il fotografo contemporaneo. Le mode fotografiche ci sono sempre state e l’immenso palcoscenico della rete contribuisce all’appiattimento e all’affermazione di un certo tipo di immagine. Un’immagine che in ogni caso sembra in grado di donare autorialità al povero fotografo senza grande ispirazione.  “Continuiamo così, facciamoci del male”, affermava  Nanni Moretti in un suo indimenticabile film. 

lunedì 25 novembre 2013

Imperial pomp - le città di Frank Herfort

A cavallo tra reportage e ricerca artistica, la serie “Imperial pomp” del fotografo tedesco Frank Herfort, stupisce per il suo rigore formale e la sua capacità di trasportarci tra le strade e gli improbabili edifici moderni delle lontane provincie dell’ex impero sovietico. In molte delle immagini appaiono evidenti le influenze che, devono avere avuto sulla sua formazione,  i più conosciuti rappresentanti della scuola di Dusseldorf.  In Herfort  però, convive un’anima più attenta a documentare la realtà. Il suo non è lo sguardo distaccato di chi è conscio di costruire significati e significanti pronti per la prossima mostra o per  il prossimo record d’asta. C’è in questo fotografo una freschezza di  visione che forse non cogliamo più nei vari Struth, Gursky e Ruff. Il suo essere in qualche modo un reporter in paesi lontani, lo spinge in prima battuta, a cercare di capire una realtà così distante. Riesce a metterlo in comunicazione con ciò che ha di fronte. Se è vero , come affermato da Wim Wenders, che  la macchina fotografica riprende in entrambe le direzioni, in avanti e indietro, restituendoci  nell’immagine che stiamo osservando, anche e soprattutto la sensibilità dell’autore, allora nelle fotografie di Herfort inevitabilmente possiamo cogliere un’attenzione verso le storie oltre che per  le forme. Le foto della serie “Imperial pomp” sono raccolte in un curatissimo libro che è possibile acquistare online (http://www.frankherfort.de/ ).

lunedì 4 novembre 2013

Thomas Ruff da Lia Rumma

Uscito dalla famosa scuola di Düsseldorf di Bernd e Hilla Becher, Thomas Ruff è riuscito, più di altri discepoli della coppia, a sviluppare un discorso artistico originale e allo stesso tempo estremamente contemporaneo.  Una ricerca seriale condotta su vari fronti e tematiche tutte accomunate dall'utilizzo della fotografia come strumento analitico e documentario.  Legato alla galleria Lia Rumma  fin dal 1991, è tornato in questi giorni ad esporre nello spazio milanese. Sono presentate le sue ricerche più recenti  volte a mettere in evidenza i limiti e la complessità della visione. Scatti realizzati dallo spazio (Sterne), riproduzioni di curve matematiche generate con programmi di modellazione (Zycles), particolari ingranditi del pianeta marte prelevati  dal sito della NASA (Ma.r.s.) e i celebri Jpeg . Sarà possibile visitare la mostra fino al 16 novembre.  I prezzi delle opere di Ruff sono estremamente variabili. Nella recente asta del mese di ottobre da  Phillips De Pury, l’opera Substrate 21 (2002-03) è stata aggiudicata per 12.500 dollari. Si tratta di una fotografia di dimensioni 88x64 cm. tirata in 45 esemplari. 

venerdì 24 maggio 2013

I grandi vuoti di Candida Höfer

“Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”.  Così Nanni Moretti si interrogava nel film Ecce Bombo. Di certo l’assenza dell’uomo dalle immagini di Candida Höfer non passa inosservata. Sono luoghi, quelli rappresentati dall’artista tedesca, in genere brulicanti di persone. Fa effetto vederli, nelle foto di grandi dimensioni, nella loro solitudine. Ci possiamo così concentrare sulla loro oggettività, sui dettagli. Seguire le forme e le linee racchiuse nello spazio dell’inquadratura scelto dalla fotografa. Candida Höfer esplora così la bellezza di questi luoghi spesso austeri, resi ancora più monumentali dalla scelta della prospettiva, del punto di vista. Cresciuta nella ormai storica Scuola di Düsseldorf,  insieme a  Struth, Gursky e Ruff,  ha quotazioni di mercato, in un certo senso, ancora accessibili. Con circa 50/60 mila euro è possibile acquistare le opere della sua serie dedicata ai tesori architettonici del nord Italia. I prezzi delle sue fotografie, negli ultimi anni, hanno avuto una crescita costante. Quasi un bene rifugio, per chi guarda all’arte come ad un semplice investimento finanziario. Sicuramente meglio di un titolo di stato.

lunedì 18 aprile 2011

Jeff Wall e la scuola di Dusseldorf

Jeff Wall è un noto artista canadese che utlizza il mezzo fotografico per creare degli imponenti lightbox. Nelle sue opere, spesso ispirate a celebri dipinti, la composizione è curata nei minimi particolari. A volte l'opera finale è il risultato di un grande lavoro di post produzione e dell'assemblaggio di varie foto. L'opera "the floodded grave" ad esempio, è il risultato di un paziente lavoro di unione dei singoli elementi che compongono la foto a creare una realtá possibile ma non vera.
Nel 1996 fu chiamato a subentrare  a Hilla e Bern Becher alla cattedra di fotografia dell’Accademia di Dusseldorf. Gli studenti non la presero molto bene e uno di loro alla prima lezione gli puntò addosso una pistola intimandogli di andarsene. Evidentemente non lo conoscevano molto bene e il risultato fu che Jeff Wall lasciò piuttosto precipitosamente l’insegnamento.