Visualizzazione post con etichetta vintage. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vintage. Mostra tutti i post

mercoledì 16 aprile 2014

Ricordi e vecchi cassetti - Mathilde Petit


Ricordo e finzione si mescolano nelle immagini realizzate da Mathilde Petit. La giovane fotografa francese crea un album di famiglia immaginario. Epoche e personaggi vengono abilmente manipolati. Un viaggio a ritroso nel tempo in una memoria ipotetica. Una scatola dei ricordi che si apre regalandoci atmosfere e sensazioni famigliari sospese in epoche diverse, a cavallo tra gli anni 20 e 70. Una messa in scena perfettamente riuscita, un passato mai stato, che ci restituisce una fotografia fatta di emozioni, sull’onda della nostalgia. Il favoloso mondo di Mathilde ci appare del tutto verosimile e ci invita ad aprire vecchi cassetti alla ricerca del nostro passato.  I nostri figli probabilmente non lo potranno fare. Hard disk e cloud saranno forse le loro scatole dei ricordi. Meno polverose ma molto più fredde.

lunedì 24 febbraio 2014

Larry Sultan - Ossessionato dalle apparenze

Non occorre guardare troppo lontano per raccontare delle storie interessanti con il mezzo fotografico. Larry Sultan ha dedicato un periodo di 10 anni, tra gli anni 70 e 80, a fotografare i suoi genitori. Un elaborato progetto che ha incluso foto e fotogrammi di filmini amatoriali e che è stato riassunto nel bellissimo libro “Pictures from home”. Scomparso all’età di 63 anni, Sultan ha dato vita a quella che lui stesso ha definito una mitologia della famiglia. Non si tratta di immagini rubate, di semplici snapshot. Sultan ha coinvolto i suoi genitori, li ha convinti a recitare, a mettersi in posa davanti al suo obiettivo creando una rappresentazione famigliare. La rappresentazione della grande famiglia americana . Ha costruito un universo sospeso a metà tra ricordo e finzione, un luogo metaforico e a tratti straniante. Un universo e una visione della fotografia descritti dalle sue stesse parole: «Sì lo ammetto, sono ossessionato dalle apparenze. Da come la realtà si mostra ma non è. Tutto il mio lavoro vive in questo strano e a volte precario equilibrio. Mostro ciò che noi vorremmo fosse reale ma contemporaneamente racconto quello che non lo sarà mai».

martedì 7 maggio 2013

Un pomeriggio particolare - Ghirri e Life (prima parte)

Chi conosce Roma sa bene che il Maxxi e l’Auditorium Parco della Musica, oltre ad essere tra i pochi luoghi del contemporaneo della capitale, sono divisi da poche centinaia di metri. Una distanza minima che separa due mostre, due mondi direi agli antipodi. Luigi Ghirri al MAXXI e i fotografi di LIFE all’Auditorium.  Per niente spaventato da questo contrasto visivo, decido di visitare in un solo pomeriggio le due esposizioni Prima tappa Luigi Ghirri  “Pensare per immagini” . Le fotografie di Luigi Ghirri riescono come poche, a trascinarmi in una poetica della visione, in un silenzio contemplativo totale. Il luogo della mostra non ha bisogno di commenti ed è una degna cornice per questo autore ormai accettato a pieno diritto nell’arte contemporanea. Le 300 opere di piccole dimensioni, specie se raffrontate al gigantismo, a volte ostentato, delle opere fotografiche dei nostri giorni, si trovano al secondo piano dell’edificio progettato dall’iraniana  Zaha Hadid. Subito ci si trova immersi in un mondo fatto di piccole cose: oggetti, paesaggi, riproduzioni, architetture.  Alle immagini di Ghirri occorre avvicinarsi, ascoltarle, sentire la loro suggestione. Una dimensione intima, una fruizione silenziosa. I colori retrò delle stampe vintage sono un salto nel tempo, ai ricordi resi sempre più gradevoli dalla preziosa patina del rimpianto. Siamo lontani anni luce dalla bulimia fotografica di internet e dei social network. Icone, paesaggi, architetture sono le tre sezioni in cui è divisa l’esposizione. Il filo comune che lega tutte le immagini è la sottrazione, la semplificazione. Quella del fotografo di Scandiano è una continua diminuzione, l’addizione non è presente nelle sue formule, non è presente nelle sue opere. Un continuo tentativo di avvicinarsi ad un “grado zero” dell’immagine,  ad una forma comunicativa il più possibile semplice. In alcune bacheche sono esposti i libri fotografici realizzati nel corso degli anni. La forma del libro è sempre stata congeniale a questo autore. Nella sua vita Ghirri è stato anche editore e curatore. Una vita spesa ad indicare con passione e coerenza il suo credo fotografico fatto di soggetti prossimi al nostro campo visivo abituale, le cose di tutti i giorni che scompaiono ai nostri occhi traditi dalla superficialità e dal non saper vedere il bello del banale. Mi avvicino all’uscita della mostra sapendo di lasciare qualcosa di prezioso. Esco dalla quiete ovattata delle sale del MAXXI e sono nella luce accecante di una Roma più che mai caotica. (continua)

lunedì 4 luglio 2011

Il fascino discreto del vintage

Per stampa "vintage" si intende di solito quella eseguita nel periodo immediatamente successivo allo scatto e comunque entro cinque anni. Questa caratteristica la rende più costosa di eventuali altre copie della medesima opera. Nel caso di artisti scomparsi la stampa vintage ottiene ancora più interesse da parte dei collezionisti, in quanto è l'unica che garantisca la rispondenza alle volontá espressive dell'autore. Sorgono ovviamente, anche per questo tipo di stampe, problematiche relative all'autenticitá che, vengono risolti, con certificazioni e autentiche con le quali il venditore accompagna le opere. Non sempre può essere preferibile acquistare una stampa vintage. Nel caso di fotografie non in perfette condizioni di conservazione o realizzate con materiali che non ne garantiscono la stabilitá nel tempo, è senz'altro meglio ripiegare su copie successive, non "vintage". Tra le foto vintage di indubbio fascino e ancora acquistabili a prezzi interessanti, si possono citare le stampe cromogeniche di Luigi Ghirri che vengono di solito autenticate dal Fondo Eredi di Luigi Ghirri.